Caddi
in un cielo terso,
solo,
piangendo lacrime
come
ultimo scarto dell’universo.
E
mentre fasci di luce di un sole straniero
percorrevano
sentieri lontani,
nulla
sembrava più vero
dell’essersi
arreso.
Caddi
di nuovo, morendo
dentro,
fino a sentire nel buio
la
scintilla di vita che mi andava svegliando.
Vita
che prende per mano chi vita smarrisce,
rifuggendo
dal baratro terso
e
ritorna a sperare
speranze
di vita.
Andrea Marr
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