INCONTRARSI (Cinzia Tramonte)

Guardava l'orologio
e pensava a come il tempo fosse un susseguirsi di istanti che svaniscono.
È un qualcosa che non riusciamo a trattenere.
Il passato se n'è andato per sempre, ciò che deve venire è al di là della nostra portata
e il presente
ci lascia ancora prima che ce ne accorgiamo.
Pensava alla vita, a quella vita che con alcune persone è così generosa
invece con altre è così strana..
Ed è strano,
o forse no,
come basta un niente per catapultarti nel vortice di questi pensieri senza fine.
Un niente che si esprime nel tutto di quella voce
che continua a risuonare nella testa di Silvia, a distanza di due anni dal suo arrivo a Roma.
“Ma tu credi davvero che esistano cose che succedono per caso?”
Era questo che l'aveva spinta ad inseguire la vita,
l'amore,
quell'amore assoluto che per anni aveva nutrito la sua anima e appagato i suoi sensi.
Quel giorno scelto a caso, l'aveva portata su quel treno, con la sua pesante valigia fatta di sogni,
speranze,
progetti.
E non è un caso che alla stazione di arrivo, lui non era li ad aspettarla.
Lei e la sua valigia a cercare negli occhi dei passanti,
quegl'unici occhi che l'avrebbero riportata al respiro del mondo.
Anima persa in quel movimento.
Ha guardato il cielo, troppo grande per i suoi occhi
e si è sentita sola,
ma poi ha lasciato alle sue spalle la paura
e con un salto ha ripreso il volo..
Lei,
apparentemente così piccola e fragile,
aveva iniziato a camminare.
Dove stava andando non poteva saperlo,
ma sapeva che doveva camminare.
Un passo dietro l'altro,
a ricostruire pezzi
frantumati tra le mani.
Quella voce che continuava confusamente a sentire,
la voce,
la sua voce,
che risuonava nel silenzio di una notte oscura.
Alcune notti, diverse notti,
non era più solo una voce,
ma mani, labbra, pelle, desiderio,
in quelle notti oscure trasfigurate di luci.
Ma all'alba tutto svanisce e Silvia e' li con la sua solitudine,
ancora una volta a cercare di ricostruirsi.
Quel porto sicuro che rende salvi
a volte sembra irraggiungibile,
lasciando,
al primo sguardo,
come mendicanti ciechi in un labirinto..
Ma al primo sole ecco di nuovo il profumo,
viaggio che non ha mai fine,
e respirare
è tornare a casa...
Silvia e il suo desiderio di trovare la sua casa...
Silvia e il suo lavoro,
le sue amicizie, gli amici,
quelli veri,
quelli che ti riempiono la giornata anche solo con un sorriso
nel vuoto di una grande città.
Marco con la sua calma apparente
la sua passione per l'arte..
abile nel farle riscoprire le emozioni in versi..
iniziano a condividere, musica, poesie e pensieri stonati...
E Giulia è li..
è sempre stata li..
incontrata in un giorno qualunque,
in quel timido giorno
di brezza primaverile..
tra tante
voci...
nel frastuono
della sua mente confusa.
Giulia..
grandi occhi
profondi
veri..
si sono
riconosciute, trovate
empatiche amiche
in quel giorno qualunque..
nel buio rotto da un rombo di luce..
A volte basta un solo soffio di vento
per cambiare direzione,
Silvia è scesa da quel treno
ma non dalla sua vita.
Un caso.
A caso.
Niente è per caso.

Cinzia Tramonte

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